lunedì 26 marzo 2012

Articolo 18 cabaret


Oh, là! Divertiamoci un po’! e ringraziamo i politici italiani che ci danno sempre del materiale nuovo e gustoso.
Oggi, ghigneremo con un argomento d’attualità: il famoso e famigerato Articolo 18.
Il primo ad andare in scena non può non essere sua Servilità della BCE Mario Monti, il curatore fallimentare che hanno insediato alla presidenza del consiglio della Repubblica delle Banane italica. Forza senatore, ci facci ridere!
Leggiamo la sua dichiarazione sull’articolo 18: “Vigileremo sugli abusi”.
Ahhahahahahahahahahahah eccezionale! Ma dire “vigileremo sugli abusi” mentre si fa una legge non significa già sapere che ci saranno abusi? È come un calciatore che chiede scusa per aver sbagliato il rigore prima di tirarlo, è come se un chirurgo che opera un paziente dicesse alla sua equipe: “mi raccomando, delicatezza poi quando dite ai parenti che è morto”.
Vediamo ora il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, vero fuoriclasse in situazioni del genere. Dopo aver espresso profondo cordoglio ai lavoratori e una commossa vicinanza ai loro parenti, il Giorgione nazionale difende a spada tratta la riforma, e nel contempo dice che il problema non è l’articolo 18, ma il “crollo di determinate attività produttive”.
Mi scompiscio, davvero. Faccio fatica a scrivere. Non è, carissimo presidente, che codeste attività produttive crollano perché le amministrazioni non pagano le imprese, perché i mafiosi le taglieggiano, perché i politici estorcono mazzette, perché le sentenze si aspettano per anni? Eh? Di leggi su queste cose non se ne vedono, e sull’articolo 18 invece sì. La politica di Colorado Cafè.
Ancora più comici dei politici sono i culi mosci di gran parte del giornalismo italiano e pure molta gente addomesticata ad essere più stupida del necessario.
Secondo costoro ribellarsi all’articolo 18 è antistorico, ribellarsi ad esso significa non volere l’Italia al passo dei Paesi europei più avanzati, andare contro la produttività, la competitività e altre stronzate del genere.
Io sono un povero fesso, lo ammetto, non sono così intelligente come la gente “integrata” però nel mio piccolo penso che con una legge che rende facili i licenziamenti, gli imprenditori licenzieranno più facilmente. E penso pure che la sentenza sugli operai Fiom della Fiat di Melfi, reintegrati dalla magistratura, con la nuova legge sul lavoro sarebbero disoccupati legali.
Concludo il post con la breve ed esilarante lettera che il ministro Fornero ha mandato a tutti gli imprenditori italiani.
Cari imprenditori,
vi facciamo una legge per licenziare, ma voi, mi raccomando, non usatela troppo. Ci appelliamo al vostro buon cuore.

Sipario.

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